Telemark Lovers



Se il telemark fosse un libro…

Il senso di pienezza che assapora chiunque raggiunga per la prima volta la cima è un’emozione ricca e semplice al tempo stesso. Una sensazione indescrivibile, se non come l’appagamento dell’anelito dell’uomo ad essere in armonia con la natura e con se stesso. Chi si innamora del telemark trova in questa pratica la stessa emozione, apprenderne la tecnica e padroneggiarla diventa un esercizio non solo fisico ma spirituale che sintonizza la propria energia vitale con lo spirito della montagna. Non si torna indietro: dopo aver scoperto questo tesoro di sensazioni e questa profondità di appagamento rinunciarvi diventa un sacrificio.

Diventare bravi costa fatica. E’ un esercizio di umiltà, soprattutto per chi è un forte sciatore e trova come vero grande ostacolo, oltre alla didattica (pochi maestri) e l’attrezzatura (difficile da trovare), la propria competenza sciistica, alla quale si deve un po’ rinunciare per tornare ad essere principianti.

Un piccolo prezzo da pagare, perchè il valore di ciò che si ha in cambio è inestimabile! Ogni giornata di montagna con il telemark ci insegna qualcosa di nuovo, ogni salita, ogni curva non è mai banale o uguale a se stessa, mai solo “meccanica”, c’è sempre una componente di esperienza che regala un momento di crescita e… crea dipendenza.

Se il telemark fosse un libro sarebbe certo un romanzo avventuroso, non di quelli da leggere e dimenticare ma uno di quelli che ti restano dentro e ti cambiano la vita: sarebbe l’iliade, Guerra e pace, Viaggio al termine della notte, Infinite Jest… Ci sarebbe epica e avventura, una trama avvincente, densa e nuova ogni giorno. Una lettura che prima ti intrattiene poi ti interroga e alla fine ti resta sotto la pelle, ti cambia, ti rende diverso, più ricco, in definitiva migliore… Il telemark è stata la mia Iliade.

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Living Telemark, Body And Soul



Sciare a telemark è come camminare…

Non ho mai conosciuto un telemarker che non fosse prima un forte sciatore … è un luogo comune piuttosto diffuso ma non del tutto vero. Se cerco bene tra le persone con le quali ho sciato in questi anni trovo delle eccezioni e tutto sommato credo sia una fortuna. Vi sfido invece a trovare tra tutti i vostri amici e conoscenti telemarker qualcuno che non sia un vero amante della montagna! E’ come se la passione per il telemark fosse il frutto maturo dell’amore per la montagna. Un po’ come se, per chi ama la vita in montagna, il telemark si ponesse come una necessità, il mezzo attraverso il quale si manifesta la pienezza nel rapporto tra l’amante e l’oggetto della sua passione.

Quello che all’osservatore esterno appare come una danza armoniosa di chi percorre un pendio giocando con la forza di gravità in un balletto misurato, in realtà è una schermaglia amorosa. E’ il gesto di un amante che rispettoso del corpo dell’amata non trova piacere nella violazione ma nella carezza.

La tecnica del telemark è soprattutto dolcezza, muoversi in montagna in modo rispettoso dell’ambiente e del proprio corpo. Quando si impara a sciare a telemark la cosa più difficile è dimenticarsi di saper sciare ma una volta liberata la mente, il corpo si libera ed è la sua naturale biomeccanica che ci guida a “chiudere la curva”.

L’obiezione comune che “il telemark è faticoso” è vera fino al momento in cui vogliamo sciare a telemark con la rudezza che impone la tecnica dello sci alpino e quando vogliamo misurare la nostra soddisfazione con i parametri dello sci tradizionale Quando invece lasciamo che il nostro corpo si muova liberamente e danzi senza frenesia con la montagna allora scopriamo di poter sciare tutto il giorno senza sentire la fatica!

La tecnica del telemark non è rigidamente dogmatica come quella dello sci alpino tradizionale e per esperienza, sappiamo che lo stile più elegante è anche quello più efficiente e meno dispendioso dal punto di vista energetico.

Il segreto del telemark è che per essere eleganti basta mettere un piede davanti all’altro, proprio come si fa per camminare. Cercate da soli, o meglio con il maestro, una guida o un mentore, il vostro modo per raggiungere l’eleganza e lì troverete anche la perfezione tecnica. Ricordate che il telemarck è una danza sensuale sulla neve, quindi … cercate l’armonia nei movimenti del bacino e il vostro baricentro si sposterà assecondando il ritmo delle vostre curve.

Più soddisfazione, più sorrisi, meno infortuni e un fisico più tonico, ecco un altro regalo che ci fa ogni giorno il nostro modo preferito di scivolare.

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Old School New School



Be cool, ride telemark …

Un altro mito che va sfatato è che il telemark sia una tecnica “old school”. Questa affermazione deriva principalmente dalla pigrizia dei commentatori che descrivono il fenomeno senza conoscerne la vera essenza e senza indagare le origini del suo ritorno, oggi. Indubbiamente il telemark ha origini antiche e questo resta un valore di cui andare giustamente orgogliosi ma un telemarker di oggi assomiglia a quello dei primordi non più di quanto un amante della corsa in montagna può somigliare ad un compassato alpinista di fine ottocento con pantaloni alla zuava e monocolo!

Dovendo inquadrare un qualcosa di “insolito” la tentazione è di ricorrere a qualche categoria nota e quella più a portata di mano è il nostalgico, che fa tanto “folclore montanaro”. La realtà invece è che è nata una stella (alpina), un fenomeno che prima non c’era!

Il telemark in italia, ha poco più di 40 anni di storia alle spalle; quando noi 20 anni fa abbiamo iniziato a praticarlo non eravamo già più dei pionieri, ma abbiamo avuto la fortuna di avere come maestri e compagni di sciate quelli che veri pionieri lo sono stati. I primi a portare il telemark sulle nostre alpi non erano “rigidi tutori dell’ordine costituito”, anzi!

Erano freestyler e interpreti dello sci più all’avanguardia per quei tempi! Viaggiando per il mondo hanno scoperto che negli USA accanto al nascente movimento dello snowboard si stava diffondendo un modo nuovo di andare in montagna. I primi sci da telemark portati dagli USA rappresentarono non un omaggio alla tradizione ma la possibilità di portare una novità, un ulteriore passo avanti.

In anni più recenti, prima che scoppiasse la “moda” del freeride e dello sci alpinismo che conosciamo oggi, sono stati i telemarker uno dei pochi elementi di novità nel mondo del backcountry. La nostra attrezzatura “polivalente” ci ha sempre offerto una maggiore libertà, i primi sci che oggi definiamo da freeride li ho visti anni fa ai piedi un telemarker molto cool, quando tutti andavo ancora in giro con degli sciettini da meno di 60mm.

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Free Style In Free Ride



Il telemark permette di esprimere la propria unicità e poi…è divertente! …

Tra tutti gli sport della neve, dove tutto è standardizzato è stabilito dalle scelte di marketing delle aziende leader che dettano mode e tendenze, il telemark rappresenta da sempre un canto di libertà: un concetto attorno al quale continuano a ruotare prodotti concettualmente e costruttivamente molto diversi e soprattutto infiniti modi di vivere e interpretare la passione.

Nel telemark non c’è e non ci sarà (speriamo) mai una sola via, ognuno darà più importanza a un aspetto rispetto ad un altro, dando vita ad un’interpretazione unica e personale che trascende le omologazioni: 75mm, NTN, cavi a molla, 2 pin, 3 pin, scarponi di cuoio, scarponi bassi o alti a 2, 3 o 4 ganci, sci stretti, sci larghi, twin tip, super light... cosa c’è di “old school” In tutto ciò? la risposta è niente... il Telemark è l’essenza della contemporaneità!

Interpreta quel modo di stare dentro le proprie passioni ma fuori dagli schemi, combinando gli elementi della tradizione e della più spinta innovazione per creare un mix unico e personale. Il Telemark ci dà il potere di esprimere la nostra unicità, e poi… è divertente!

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What Kind Of Bindings?



Lunga vita al 75mm! …

A dispetto delle Cassandre che continuano a ripetere che il movimento del telemark non cresce, i dati oggettivi come ad esempio il numero di scarponi venduti o il numero di partecipanti a raduni ed eventi, ci dicono il contrario! Il telemark, pur senza godere di nessun aiuto in termini di visibilità da parte dei media, continua a svilupparsi, secondo traiettorie diverse e imprevedibili, seguendo le mode del momento, a volte anche rischiando di snaturarsi un po’.

Noi siamo convinti che a dispetto della tendenza attuale che in termini di vendite promuove i 2 pin e lo standard NTN, il modo migliore per interpretare il telemark resti lo standard 75 mm. Non certo in nome della “tradizione” ma perchè secondo noi meglio di altre soluzioni consente di interpretare a pieno lo spirito del telemark, di accompagnare con naturalezza il neofita alla scoperta di questo mondo, di assecondare una sciata “leggera” ed elegante permettendo ad ogni telemarker di esprimere il proprio stile con maggiore naturalezza e fluidità ad ogni livello di esperienza.

Perchè il telemark rimanga uno spazio di libertà e sperimentazione siamo convinti che la presenza di standard differenti sia una risorsa per il movimento ma siamo altresì convinti che il 75 mm permetta una espressione più armoniosa e originale della tecnica individuale e ci aiuti a preservare l'unicità del telemark allontanandoci dal rischio di omologazione e di focalizzazione sulla performance, che a nostro avviso è uno dei limiti dello sci alpino di oggi.

Da ciò nasce la nostra scelta di campo in termini progettuali e conseguentemente la nostra volontà di portare il nostro contributo alla crescita ed all’evoluzione del telemark secondo una traiettoria che pensiamo fluida e coerente come le curve che ci piace disegnare sui pendii immacolati… lunga vita al 75mm!

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